
1) L'Uno e la teologia negativa.
Plotino insiste nel sostenere che dell'Uno - indicato anche come
il Bene (t agathn) - non si pu affermare nulla in positivo,
cos come non si pu affermare ci che Egli non . Da ci si
deduce che qualsiasi affermazione su di Lui diventa impossibile

Enneadi, sesto, 8, 8 (vedi manuale pagina 208).

    Noi vediamo che la libert non  una cosa accidentale per Lui,
ma, partendo dalla libert che c' negli altri esseri ed
eliminando i contrari, osserviamo la libert in s: noi cos
trasferiamo a Lui le qualit inferiori che vediamo negli esseri
inferiori, poich non siamo in grado di cogliere ci che dovremmo
dire di Lui. Nulla noi sapremmo trovare che lo riguardi, tanto
meno poi che sia attinente alla sua essenza. Tutto ci che  bello
e santo  posteriore a Lui, poich di tutto questo Egli  il
Principio (anche se, in un altro senso, non sia nemmeno
principio). E come abbiamo eliminato da Lui ogni propriet, cos
eliminiamo come cose posteriori la libert e il libero arbitrio:
questi infatti sono attributi che enunciano una forza rivolta
verso l'esterno, e cio che Egli non ha ostacoli e che perci
esistono altre cose di fronte alle quali Egli  libero. E'
necessario invece negare che Egli abbia un qualsiasi rapporto con
esse, poich Egli  quello che  anche prima di esse. Gli togliamo
infatti anche il termine , e con esso, qualsiasi rapporto con
gli esseri (t nta). [...].
 (Plotino, Enneadi, Rusconi, Milano, 1992, pagina 1307).

